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La solitudine degli ultimi

Un’azione di flash mobbing, o il tentativo di manifestare e testimoniare che esistono dei diritti esigibili e che vanno tutelati, di solito riguardano decine, centinaia o migliaia di persone. Questa volta abbiamo deciso, come associazione libera.mente – ma in punta di piedi pensiamo a tutte le famiglie e alle persone che vivono problematiche collegate al disagio psichico e alla salute mentale – di intervenire in modo diverso. Nell’epoca delle iniziative urlate, dei grandi polveroni e delle manifestazioni ingenti che spesso vengono considerate fastidiosi tentativi di alzare la voce da parte delle nostre classi dirigenti, ci siamo mossi in maniera eccentrica, chirurgica.

Una sola persona dell’associazione, a nome di tutti coloro che esprimono gli stessi diritti di qualsiasi cittadino alla cura, alla salute, alla felicità, alla speranza, come una lama ha attraversato per due giorni il ventre della città di Fano. Camminando avanti e indietro per il Corso: in un posto riservato al loisir, al piacere, a scambi a volte troppo futili e formali. Portando con sé due cartelloni che testimoniano quanto poco si investa oggi sulle politiche che riguardano la salute mentale, specie se confrontiamo il nostro con altri territori della Regione e del Paese. Un solo cittadino attraversato dagli sguardi di mille altri cittadini che a volte incuriositi e altre volte perplessi hanno avuto modo di vivere una passeggiata insolita, un cambio di scenografia.

Abbiamo voluto con questa testimonianza marcare una scelta precisa, non solo di tipo simbolico: quella di chi vive quotidianamente una solitudine che non potrà mai essere superata se rimaniamo al presente e al modo in cui le politiche e gli attori della sanità e del welfare interpretano il tema del disagio psichico. Capiamo bene che ci sono dei tagli da gestire, che le risorse non bastano più. Bisogna, ormai, fare delle scelte coraggiose: redistribuire in maniera migliore le risorse, ridurre gli sprechi e gli eccessi (può sembrare retorico ma non lo è affatto). Ma, soprattutto, pensare che la mente nel prossimo futuro rappresenterà sempre più uno strumento ed un’opportunità per disegnare nuove architetture che riguardano la salute umana, dobbiamo investire su di essa e tutelarla. Come non mai.

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